Amarcord è uno dei grandi capolavori del grande regista Federico Fellini, il film è uscito nel 1973.
Secondo il poeta Tonino Guerra, co-sceneggiatore del film insieme al regista, il titolo Amarcord non fa riferimento solo all’espressione dialettale romagnola Mi ricordo:
«Tutti pensano che sia solo il riferimento al dialetto mi ricordo: è vero, ma solo per assonanza, perché in realtà deriva dalla comanda dei ricchi che entravano al bar chiedendo l’amaro Cora. Da amaro, amaro Cora, è nato Amarcord.»
(Tonino Guerra intervistato da “La Repubblica”)
Ispirato da quell’espressione Guerra scriverà anche una poesia.
Nelle intenzioni di Fellini la parola Amarcord è un segno cabalistico, scelta per la particolare fonetica. Altre ipotesi per il titolo del film erano Il borgo o Viva l’Italia.
Amarcord è uno dei film più noti del regista Federico Fellini, al punto che la parola Amarcord, univerbazione della frase in lingua romagnola “a m’arcord”, cioè “io mi ricordo”, è entrata nella cultura popolare diventando un neologismo della lingua italiana, con il significato di rievocazione in chiave nostalgica.
Chicche e curiosità
Aristide Caporale (sempre nel ruolo di Giudizio), Dante Cleri, Marcello di Falco, Francesco Di Giacomo, Franco Magno, Fides Stagni e Alvaro Vitali erano già presenti in Roma, film di Fellini a questo precedente. Per Alvaro Vitali questo fu il primo film recitato come attore professionista. Infatti egli lavorava principalmente come elettricista e il suo datore di lavoro, sapendo che si sarebbe assentato ancora una volta a lungo per darsi al cinema, lo licenziò. Federico Fellini sarebbe voluto intervenire nella questione, ma Alvaro Vitali gli disse di lasciar perdere, e così il regista decise di aumentargli le scene per potergli offrire un compenso più alto.
Interpreti e personaggi
Pupella Maggio: Miranda Biondi
Armando Brancia: Aurelio Biondi
Magali Noël: Ninola detta “Gradisca”
Ciccio Ingrassia: Teo
Nando Orfei: Lallo
Luigi Rossi: Avvocato
Bruno Zanin: Titta Biondi
Gianfilippo Carcano: Don Balosa
Josiane Tanzilli: Volpina
Maria Antonietta Beluzzi: tabaccaia
Giuseppe Ianigro: nonno
Ferruccio Brembilla: capo fascista
Il film uscì nelle sale italiane il 13 dicembre 1973, e fu poi presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1974. La locandina e i titoli di testa sono opera del grafico statunitense John Alcorn. Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.
Amarcord (1973): il significato del film di Federico Fellini Amarcord, il capolavoro di Fellini è una riflessione ‘impolitica’ sul fascismo come luogo ‘psicologico’, come “stagione permanente della vita”. su Cinematographe.it
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